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Era solo una borsa

16-03-2015

Una fredda mattina di inverno, azzarderei anno 2009, come ogni giorno alle 7.50 accompagno trafelata mia figlia all’asilo a Settignano, io entro in ufficio alle 8.
A quell’ ora sulla collina c’e’ sempre molta nebbia….parcheggio lungo la strada, metto la mia borsa dell’epoca sotto il sedile dell’auto, cammino verso la scuola, saluto la bimba e faccio ritorno al parcheggio.
Mi si presenta una scena da film, nessuno nei paraggi, il finestrino lato passeggero in frantumi completamente disintegrato, la vettura piena di micro frammenti di vetro, la borsa sparita e con lei tutta la mia vita! Qualche secondo per fare il punto della situazione, giornata passata fra le pratiche burocratiche. Nottetempo il pensiero di metterci una pietra sopra ed approfittare per un nuovo acquisto. Il giorno successivo ero a Firenze in via della Vigna Nuova con mia mamma, mai entrata prima nello store, mai avuta una Braccialini e ho visto lei… nera e verde una meraviglia, fra tanta scelta non ho avuto dubbi, jacquard nera con macchinine verdi, portafoglio abbinato e portachiavi uguale.
Con questo gioiello corro a casa metto negli scatoloni tutte le borse che avevo (e sottolineo proprio tutte le borse che avevo) le regalo e rimango con lei. Io e lei da riempire di nuova quotidianeità.
A lei ne sono poi seguite tante altre, piccola pelletteria, foulard, ombrelli… ma per la mia prima Braccialini ho un affetto speciale, solitamente la faccio uscire dalla sua dust bag in autunno, la mia stagione preferita perché ha quei colori tipici del bosco, si intona con i miei occhi e mi da sicurezza.
Si, forse una sciocchezza, una leggerezza… ma a volte si vive anche di episodi.
P.S.: mai più comprata una borsa di un altro brand, nessuno osa neanche regalarmele.

Francesca Ferrari